Si avvisa la clientela che il giorno 24 dicembre il ristorante LE GROTTE rimarrà chiuso

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La Storia

“Nell’elenco dei luoghi simbolo della dolce vita romana il ristorante “Le Grotte del Piccione” di via della vite 37 occupa un posto speciale. La storia del locale ebbe inizio nel 1928 quando il sig. Giovanni Gabrielli inaugurò il ristorante in via della Pineta Sacchetti, a nord di Roma, nei pressi di una grotta ove alcuni piccioni avevano il nido. Un ristorante grande e raffinato, costruito ex novo in mezzo alla campagna e che godeva di una vista sugestiva sulla città dominata dall’inconfondibile sagoma del ‘Cupolone di S. Pietro’.
Gli affari andavano bene e nel 1930 Gabrielli decise di aprire una sede ‘invernale’ de “Le Grotte del Piccione” nel centro di Roma. Trovò il luogo adatto in via della Vite, tra via del Corso e piazza di Spagna, in un ampio locale che era adibito a magazzino. Lo ristrutturò completamente e, per ricreare l’ambientazione delle ‘grotte’, fece costruire mura ed archi con mattoni a vista. Mattoni carichi di storia, recuperati dalle antiche case demolite da Mussolini per aprire la via dei Fori Imperiali. Una parte del locale venne pavimentata in legno per essere adibita a pista da ballo, fin dall’inizio, infatti, il ristorante fu concepito per ospitare una piccola orchestra ed essere utilizzato per ‘serate danzanti’. Il Fascismo proibiva le parole straniere e solo nel dopo guerra “Le Grotte del Piccione” poterono definirsi night-club. In poco tempo il locale divenne il ristorante preferito delle famiglie romane più in vista, e per le personalità di passaggio a Roma era quasi d’obbligo recarvisi a mangiare a conferma del proprio rango.
Molti ristoranti romani vantano di aver ospitato nei loro locali illustri personalità, a volte è vero altre volte no … ma le ‘Grotte del Piccione’ possono dimostrare il passaggio dei loro illustri clienti grazie ad un vecchio registro oggi conservato gelosamente da un figlio di Nino Gabrielli.
Venne la guerra, con le sue tragedie e le sue distruzioni. Quando gli alleati entrarono a Roma nel giugno 1944 le “Grotte del Piccione” furono requisite e da ristorante dei VIP divennero la sala mensa dei soldati Inglesi di stanza nella città. Dopo l’occupazione alleata il ristorante riprese la sua normale attività sotto la guida di Raoul Piero Gabrielli, figlio del fondatore, e nel giro di pochi anni riconquistò l’antica fama basata su vini prelibati, ottimo cibo, musica e personaggi famosi.
Negli anni ’50 Roma diventò la ‘Hollywood’ sul Tevere e le star americane andavano a mangiare alle “Grotte del Piccione”. La fama del locale ne fece anche la perfetta cornice di prime cinematografiche e di premiazioni, nonchè il trampolino di lancio di personaggi divenuti famosi.
Dal 1990 la ‘legenda’ delle ‘Grotte del Piccione’ è passata dalla famiglia Gabrielli alla famiglia Caprioli che lo ha preso in gestione e tutt’oggi porta avanti la sua tradizione di locale raffinato e di ottimo ristorante. Una tradizione la cui storia è destinata a non tramontare mai perchè le epoche passano ma i miti non muoiono mai . . .
. . . non fu alle Grotte del Piccione che il 5 novembre del 1958 si svolse la festa della contessina Olga di Robilant che l’imprevisto spogliarello di una ragazza, immortalato quella notte dagli scatti dei ‘paparazzi’, trasformò suo malgrado nel simbolo stesso della dolce vita, ma questa è un’altra storia . . .”